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Ross Lovegrove per Renault

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Renault e Ross Lovegrove presentano alla Triennale di Milano una concept-car, frutto della nuova strategia di design Renault.

Renault e Lovegrove Studio hanno collaborato all’esplorazione di nuovi linguaggi di design, attraverso lo studio della natura, la sua struttura e le sue transazioni di energia. Alla base del progetto, l’acquisizione di consapevolezza e la comprensione di questi fenomeni e del loro impatto attuale.

“Una concept-car che esplora i confini tra arte, design, tecnologia e innovazione nella progettazione automobilistica contemporanea. Un progetto che sviluppa la ricerca del mio Studio atta ad instaurare nuove estetiche digitali ed espressioni industriali, rese possibili dagli avanzati processi ad alta definizione del XXI secolo, che ci permettono di plasmare materiali e tecnologie in forme che esulano dall’espressione umana ed organica e grazie ad essi innescano la vivace bellezza e logica della mente contemporanea.”

Ross Lovegrove
Londra, Marzo 2013

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Twin’Z è una city-car con motore posteriore 100% elettrico. Il posizionamento delle batterie, sotto al pianale, e la scelta della trazione posteriore hanno permesso di estremizzare la posizione delle ruote nei quattro angoli della vettura, a vantaggio di un assetto più robusto e di un migliore rapporto tra abitabilità e compattezza.

Lunga appena 3,62 m, Twin’Z suggerisce robustezza e protezione, grazie alla linea di cintura della scocca rialzata e agli sbalzi ridotti. Un’impressione rafforzata dalle ruote sovradimensionate – per un’auto di questa categoria – da 18 pollici.

Per la carrozzeria il team di Lovegrove ha scelto una tinta di forte impatto: un blu Klein (omaggio al patrimonio culturale francese) satinato e trattato come una vera e propria pelle, tanto da non sembrare neppure verniciato, quanto, piuttosto, spalmato, ed in grado di dare quasi l’impressione di una pigmentazione naturale.

Il tetto è realizzato in vetro stratificato si prolunga nel lunotto e può essere animato da una molteplicità di LED integrati che, negli intenti dell’eclettico designer inglese, dovrebbero risvegliare i sensi degli occupanti.

I retrovisori laterali sono stati sostituiti da una videocamera integrata, affogata nella carrozzeria. Anche i gruppi ottici posteriori sono scomparsi, sostituiti da un’illuminazione a LED integrata nel vetro. L’utilizzo di questa tecnologia ha consentito ai progettisti di sperimentare nuove configurazioni: premendo il pedale del freno, ad esempio, la luminosità delle luci di stop risale verso il tetto, assicurando maggiore visibilità e sicurezza agli occupanti ed alle vetture che seguono.

L’Interfaccia Uomo/Macchina, infine, è stata ridotta al minimo: il cruscotto scompare completamente, sostituito da un semplice tablet, montato su un’asta tra i due sedili anteriori, capace di assecondare qualsiasi esigenza del conducente ed attingendo dalla totalità del patrimonio attualmente esistente nel campo della domotica (controllo dei parametri del veicolo, riscaldamento, regolazione sedili, accensione dei fanali e del tetto, GPS, connettività), mentre uno smartphone, disposto davanti al guidatore, consente di visualizzare la velocità, l’autonomia e le spie principali.

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