0 prodotti nel tuo Carrello
Il tuo carrello è cambiato
Conferma

Contattaci

Prenota una visita

Localizzazione

Seleziona country e lingua
Journal

Maxalto alla Milano Design Week 2026

mdw 26 Giugno 2026
 |

Maxalto sceglie la Milano Design Week 2026 per raccontare una nuova idea di eleganza domestica. La collezione “La Parenthèse de Lumière”, progettata e coordinata da Antonio Citterio, si presenta come una riflessione sul tema della luce intesa non solo come elemento fisico, ma come linguaggio progettuale capace di ridefinire forme, superfici e relazioni tra gli arredi.
Al centro della nuova proposta emerge un equilibrio calibrato tra monumentalità e leggerezza, tra ricerca materica e precisione architettonica. La collezione introduce nuovi modelli e ampliamenti di gamma che rafforzano l’identità di Maxalto attraverso un lessico sofisticato, fatto di volumi puri, finiture preziose e dettagli costruttivi ad alta complessità. Antonio Citterio descrive il progetto come un lavoro incentrato soprattutto sui materiali: superfici che non cercano la mimetizzazione ma dialogano apertamente con lo spazio, sia esso classico o contemporaneo.

 |
 |
 |
 |
 |

Tra le novità più significative spicca Luminor, nuova collezione di contenitori che introduce per la prima volta nel mondo Maxalto l’utilizzo del PVD nelle tonalità oro giallo e oro rosa, tecnologia sviluppata da Arclinea per le cucine di alta gamma e qui reinterpretata in chiave living e dining. Luminor combina rigore progettuale, tecnologie evolute e materiali preziosi in una famiglia di elementi dal forte carattere architettonico: madie verticali e orizzontali dalle superfici riflettenti, impreziosite da top in vetro bronzato e dettagli in acero frisé. La zoccolatura importante alleggerisce visivamente i volumi e contribuisce a dare agli elementi una presenza quasi scultorea.
La ricerca sulla monumentalità prosegue con Kalystrus, nuova collezione di tavoli che esplora il potenziale espressivo della forma conica. Disponibili in versioni ellittiche o circolari, i tavoli si distinguono per basi scultoree che diventano veri punti fermi nello spazio. Legno e marmo convivono in un dialogo raffinato: dalle essenze di rovere e wengé alle superfici in arabescato venato, Calacatta e Marquinia. Particolarmente interessante è la combinazione tra piano in legno e gambe in travertino naturale, soluzione che enfatizza il contrasto armonico tra texture calde e matericità minerale.

 |
Luminor
 |
Luminor
 |
Luminor
 |
Luminor
 |
Kalystrus
 |
Kalystrus
 |
Kalystrus
 |
KalystrusKalystrus
 |
Kalystrus

Accanto ai nuovi prodotti, Maxalto amplia anche alcune collezioni esistenti. Artemone evolve il concetto tradizionale di tinello contemporaneo con una nuova configurazione orizzontale pensata per dialogare con la zona pranzo. Il mobile, disponibile con diverse combinazioni di ante, cassetti e moduli attrezzabili, reinterpreta con sensibilità moderna alcuni stilemi degli anni Sessanta. Le nuove finiture, dalle essenze di rovere alle laccature gomma lacca, rafforzano l’idea di un contenitore elegante ma estremamente funzionale, capace di inserirsi con naturalezza negli interni contemporanei.
Anche Ares si rinnova attraverso nuove proporzioni e varianti materiche che amplificano la forza iconica del progetto originale. Le nuove versioni da 300 e 350 centimetri alleggeriscono il linguaggio della storica struttura a X, mantenendone però intatta la solidità espressiva. I piani in marmo arabescato venato lucido, insieme alle varianti Calacatta e Marquinia, accentuano il dialogo tra la presenza strutturale del legno e la luminosità della pietra, trasformando il tavolo in un elemento centrale della zona giorno.

 |
Artemone
 |
Artemone
 |
Artemone
 |
Artemone
 |
Artemone
 |
Ares
 |
Ares
 |
Ares

Con “La Parenthèse de Lumière”, Maxalto conferma la propria capacità di coniugare artigianalità, innovazione industriale e cultura progettuale. La collezione presentata durante la Design Week milanese non si limita ad ampliare il catalogo del brand, ma definisce una nuova grammatica estetica in cui luce, materia e architettura convivono in perfetto equilibrio.

Grazie per l'iscrizione