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ZANOTTA: TRA EREDITÀ ARCHIVISTICA E SPERIMENTAZIONE CONTEMPORANEA

Milan Design Week 2026

brand mdw 26 Giugno 2026
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Alla Milano Design Week 2026, Zanotta ha riaffermato il proprio ruolo di interprete visionario e custode della cultura del design italiano,presentando una collezione capace di muoversi con naturalezza tra omaggio alla memoria storica e sperimentazione contemporanea. All’interno del flagship di Via Durini, completamente ripensato da Fabio Calvi e Paolo Brambilla dello Studio Calvi Brambilla, le tonalità calde del caffè e i richiami grafici all’iconico motivo Quaderna costruiscono un dialogo raffinato tra passato e futuro. L’ambiente ricorda più una dimensione domestica immersiva che un tradizionale showroom: un paesaggio abitativo in cui pezzi storici e nuove presenze scultoree convivono in un equilibrio sapientemente orchestrato.

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Il fulcro emotivo della presentazione è dedicato a Carlo Mollino, la cui eredità progettuale inaugura oggi una nuova fase grazie alla licenza esclusiva ottenuta da Zanotta per la produzione di trenta progetti dell’architetto. Tra le novità più significative emerge il tavolo Vertebra, proposto per la prima volta in produzione industriale pur rimanendo straordinariamente fedele alla visione originaria di Mollino. La sua silhouette aerodinamica e l’audacia strutturale sintetizzano perfettamente l’ossessione dell’architetto per il movimento, l’eccellenza artigianale e la precisione ingegneristica. Accanto a icone storiche come il tavolo Arabesco CM e la poltrona Gilda CM, questo nuovo inserimento conferma l’attualità del linguaggio di Mollino nel panorama del collectible design contemporaneo.

La collaborazione con Vincent Van Duysen evolve verso una sensibilità più morbida e un’essenzialità architettonica ancora più
definita. Il sistema modulare Fedrigo si amplia con elementi curvi e
asimmetrici che favoriscono configurazioni più libere e fluide, pur mantenendo il rigore visivo tipico del designer belga. Raffinata anche la nuova collezione dining Campa, dove strutture in legno massello dialogano con pelle e vetro retroverniciato in composizioni che coniugano matericità e disciplina formale. L’approccio di Van Duysen continua a fondarsi sull’autenticità dei materiali, ma queste nuove creazioni introducono una dimensione più sensuale, espressa attraverso volumi arrotondati e proporzioni misurate.

Anche il concetto di comfort assume una valenza più scultorea nell’ultima evoluzione del divano Pianoalto firmato da Palomba
Serafini Associati
. Nuovi moduli sinuosi ammorbidiscono la geometria del sistema, creando vere e proprie isole conviviali che dialogano naturalmente con lo spazio circostante. Questa ricerca sulle forme curve prosegue nella poltrona Rondevù di Monica Armani, concepita come una presenza avvolgente adatta tanto agli interni residenziali quanto agli ambienti hospitality. La configurazione
Vis-à-Vis trasforma la seduta in un invito alla conversazione, mentre i
tavolini Alfarè, realizzati in cemento verniciato con superfici delicatamente scanalate, introducono una matericità monolitica e quasi architettonica.

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Tra i momenti più interessanti della collezione spiccano anche le collaborazioni inedite. La sedia Binata di Brogliato Traverso traduce
il ritmo delle colonne gemelle in una struttura lignea essenziale e grafica, rigorosa ma al tempo stesso discretamente espressiva. Studiopepe porta invece in Zanotta un linguaggio cromatico più deciso con Slice Me Nice, una famiglia di tavolini in cui i bordi colorati diventano autentici segni grafici. Il dialogo tra il laminato Fenix con finitura alluminio e i profili dalle tonalità sature conferisce ai pezzi una tensione contemporanea sospesa tra precisione industriale e spontaneità decorativa.

La collezione si conclude con un registro più intimo e sensoriale, attraverso oggetti che privilegiano atmosfera e profondità
materica. Il letto Nagori di Simone Bonanni unisce proporzioni generose a dettagli sospesi di grande delicatezza, trovando un equilibrio silenzioso tra solidità e leggerezza. Gli accessori arricchiscono ulteriormente il racconto: il tappeto Battito di Pierre Charpin richiama l’immediatezza dei segni tracciati a matita sulla carta, mentre i cuscini Ettaro reinterpretano il paesaggio agricolo attraverso texture stratificate e rilievi grafici.

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