
Sophie Goineau, architetta d’interni e designer franco-canadese, parla con Interni e Luminaire del suo approccio olistico al design, in cui oggetti, interni, architettura e paesaggio si fondono insieme.

Il tuo approccio al design affonda le radici nella progettazione ambientale. Che cosa significa per te questo concetto?
Il mio approccio affonda le radici nella progettazione ambientale e, più precisamente, nel rapporto tra le diverse scale. Il progetto si muove con fluidità dall’oggetto all’arredo, dagli interni all’architettura, fino ad abbracciare il paesaggio e il contesto più ampio.
Non considero questi ambiti come territori distinti. Mi interessa il modo in cui concorrono a una medesima composizione e, soprattutto, ciò che l’occhio percepisce mentre attraversa lo spazio. Un elemento d’arredo non è mai semplicemente un oggetto collocato all’interno di una stanza. La sua scala, le proporzioni, la materia e la posizione definiscono una relazione con l’architettura d’interni che lo circonda, con la luce, con un’apertura, con un altro elemento posto a una diversa profondità e, talvolta, con il paesaggio che si apre oltre. Il progetto è dunque un continuo passaggio da una scala all’altra: dall’intimità di un oggetto o di un arredo fino al gesto architettonico di più ampio respiro. Ogni scelta contribuisce a qualcosa di più grande. Quando queste relazioni trovano il giusto equilibrio, i singoli elementi iniziano a confluire in un’unica esperienza continua.
Che cosa mette in relazione queste diverse scale?
Ciò che mette in relazione queste diverse scale è il rapporto. Riflettiamo con grande consapevolezza sulla scala, sulle proporzioni, sulla matericità, sul ritmo, sulla luce e sulla profondità, così come sul modo in cui lo sguardo attraversa i diversi piani dello spazio.
In tutto questo c’è anche una dimensione profondamente umana. Che si tratti di un oggetto, di un elemento d’arredo, di un ambiente o di un volume architettonico di ben più ampia scala, alla fine è sempre la persona che vive quello spazio il punto di riferimento a cui l’ambiente deve rapportarsi. La materia, le texture e la luce sono fondamentali perché creano continuità, ma anche emozione e memoria. Altrettanto importante è il rapporto tra interno ed esterno, non inteso come un’idea autonoma legata al paesaggio, ma come parte di una composizione più ampia. Architettura, architettura d’interni, arredi, arte, oggetti e paesaggio vengono percepiti sempre in relazione gli uni agli altri.
Idealmente, si dovrebbe cogliere l’insieme prima ancora di iniziare a distinguere le singole scelte progettuali. Dietro ogni elemento può esserci un’attenta riflessione, ma quando le relazioni sono quelle giuste, tutto appare naturale e coerente, anziché come una successione di gesti distinti
Il luogo influisce sulle emozioni che uno spazio è in grado di trasmettere?
Assolutamente sì. Il contesto è fondamentale. Ovunque ci troviamo a lavorare, ogni luogo porta con sé condizioni uniche: la propria architettura, il paesaggio, la luce, il clima, la cultura e il modo di vivere. Tutti questi elementi contribuiscono a definire il carattere emotivo di un progetto e diventano parte di ciò con cui ci confrontiamo. Per noi, tuttavia, il punto di partenza sono sempre le persone. Iniziamo cercando di comprendere chi sono, come vivono, che cosa suscita in loro una risposta emotiva e quale energia particolare portano con sé in un luogo. Da qui iniziamo a leggere l’architettura e il suo contesto, e il linguaggio del progetto prende forma attraverso queste relazioni.
Ogni progetto ha quindi la possibilità di sviluppare un proprio linguaggio visivo e materico. Materia, texture, luce, arredi, opere d’arte e oggetti diventano strumenti attraverso cui interpretare quella particolare relazione tra le persone, l’architettura e il luogo. Il nostro modo di pensare e di comporre rimane coerente, ma la sua espressione può essere completamente diversa da un progetto all’altro. Credo che sia proprio questo a permettere a un progetto di essere profondamente personale e, al tempo stesso, intimamente legato al luogo a cui appartiene. La sua identità e la sua risonanza emotiva nascono da queste relazioni, anziché da un’estetica prestabilita
A quali progetti sta lavorando attualmente?
In studio stiamo vivendo un periodo particolarmente intenso e stimolante, con diversi nuovi progetti residenziali in corso nella California settentrionale, tra cui alcune abitazioni a Los Altos Hills, oltre alla completa ricostruzione di una residenza a Malibu. Sto inoltre progettando una casa sul lago in Québec per la mia famiglia e, per l’autunno, si sta delineando una possibile nuova opportunità a Miami.
Ciò che trovo particolarmente stimolante è la grande diversità delle condizioni di partenza. I siti, le topografie, i panorami, le architetture, i climi e i modi di vivere cambiano enormemente. Il nostro approccio rimane coerente, ma ogni progetto sviluppa un proprio linguaggio, plasmato dalle specificità del luogo e dalle persone che lo abiteranno.
Esiste inoltre una continuità che spesso va oltre il completamento vero e proprio di una casa. Il rapporto con i clienti può proseguire nel tempo, mentre loro abitano lo spazio e l’ambiente si evolve insieme a loro. Opere d’arte, oggetti e singoli elementi possono essere scoperti e introdotti progressivamente. L’impianto fondamentale del progetto viene definito, mentre queste espressioni più personali possono continuare a crescere insieme alla vita della casa. È una relazione che considero particolarmente preziosa.
In che modo la collaborazione con Interni e Luminaire contribuisce al suo lavoro?
Ciò che per noi è particolarmente prezioso è la possibilità che Interni e Luminaire ci offrono di accedere a una straordinaria rete internazionale del design, mantenendo al tempo stesso un rapporto molto personale con il nostro studio.
Il nostro lavoro si muove costantemente tra diverse scale: dall’oggetto o dall’arredo all’illuminazione, dalla materia alla composizione architettonica complessiva degli interni. Avere accesso a una rete internazionale così ampia di produttori, collezioni, materiali, finiture, competenze tecniche e savoir-faire artigianale ci offre un vocabolario progettuale estremamente ricco. Possiamo così esplorare ciò che è realmente più adatto a un progetto, anziché partire da un ventaglio limitato di possibilità.
Gli arredi hanno un ruolo molto importante nel nostro lavoro. Contribuiscono alla scala, alle proporzioni e al ritmo, così come al modo in cui lo sguardo attraversa e percepisce uno spazio. Lo stesso vale per l’illuminazione e per gli oggetti. Sono tutti elementi della composizione e, proprio per questo, poter contare su una tale varietà di possibilità progettuali, materiche e tecniche è per noi estremamente prezioso.
Ma l’accesso a queste risorse, da solo, non è sufficiente. Ciò che rende questa relazione particolarmente importante sono il servizio e le persone che la rendono possibile. Tra l’individuazione del pezzo giusto e la sua effettiva integrazione in un progetto c’è un lavoro complesso: materiali e finiture, dimensioni, personalizzazioni, informazioni tecniche, coordinamento con i produttori, approvvigionamento, logistica, consegna e installazione. Avere al nostro fianco un team che comprende le intenzioni progettuali e sa accompagnarci lungo tutto questo percorso ci garantisce continuità, dalla scelta creativa fino alla sua concreta realizzazione.
Selby Lane è stato un ottimo esempio di questa relazione. La collaborazione con il team di San Francisco è stata fluida, diretta e molto personale. Abbiamo potuto contare su un dialogo costante e su un supporto continuo durante tutto il processo, permettendoci di rimanere concentrati sull’intenzione del progetto, sapendo di avere alle spalle una rete esperta in grado di aiutarci a tradurla concretamente.
Per me, le collaborazioni più preziose nascono dallo scambio. Noi portiamo la nostra visione e la conoscenza del progetto; loro mettono a disposizione una conoscenza straordinaria dei produttori, dei materiali, delle possibilità tecniche e delle risorse disponibili. Attraverso questo dialogo possiamo esplorare nuove possibilità, affinare le scelte e, talvolta, arrivare a soluzioni a cui non saremmo giunti autonomamente.
In definitiva, non si tratta semplicemente di avere accesso a mobili o oggetti di grande qualità. Si tratta di poter contare, all’interno di una rete globale, su conoscenze, persone, competenze artigianali, expertise tecnica e servizi. È questa combinazione a rendere Interni e Luminaire una risorsa così importante per il nostro studio, soprattutto mentre il nostro lavoro continua a svilupparsi in luoghi e contesti sempre diversi.


